“Il ragazzo invisibile”, un supereroe italiano contro il crimine

Ragazzo invisibile copelibroQuante volte siete andati al cinema a vedere un film tratto da un libro per ritrovarvi, all’uscita, non dico delusi, ma nemmeno entusiasti? In genere in queste situazioni la frase di rito è: “Sì, il film non è male, ma il libro era più bello!”. 

Ecco, questo commento si adatta perfettamente anche a “Il ragazzo invisibile”, anche se in questo caso si tratta di un progetto del tutto particolare e, a parere di chi scrive, meritorio. Il film di Gabriele Salvatores che in questi giorni è in programmazione nei cinema, infatti, non è tratto da un libro antecedente, ma è stato pensato e girato per uscire praticamente in contemporanea al libro (edito da Salani) e al fumetto (edito da Panini Comics).

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Il fumetto (Panini Comics)

Un progetto unico in Italia non solo per la transmedialità, ma anche per il tema: si parla, infatti, di un ragazzino, Michele, che scopre di avere un superpotere – l’invisibilità, appunto – e lo utilizza per mettere in salvo alcuni suoi compagni di classe (tra cui la ragazzina per cui ha una cotta e il bulletto che ha reso le sue giornate a scuola un incubo continuo) dalle grinfie di un gruppo paramilitare russo impegnato a dare la caccia a ragazzini superdotati. Chi ama il genere supereroistico si divertirà a trovare le citazioni dall’Uomo Ragno, da Batman, dagli X-Men. Ma non mancano nemmeno elementi alla Harry Potter e approfondimenti sulla difficoltà del crescere (i protagonisti si affacciano all’adolescenza combattuti tra il desiderio e la paura di essere invisibili).

Insieme a tutti questi elementi, nel libro scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo viene sviluppata anche piuttosto bene la trama gialla. Il mistero che riguarda le sparizioni improvvise e immotivate di due ragazzini, le indagini condotte dal commissario Giovanna Silenzi (mamma di Michele), il colpo di scena finale risultano credibili nonostante la messa in campo di superpoteri.
Non vi aspettate trame e sottotrame complesse perché rimarreste delusi. Ma “Il ragazzo invisibile” è una lettura piacevole, un racconto ben scritto che non annoia e può appassionare sia i genitori che i ragazzi. E se per caso aveste già visto il film non vi preoccupate: nel libro troverete elementi che approfondiscono i caratteri e fanno luce su qualche passaggio troppo frettoloso della versione cinematografica.

Vania Rivalta

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