La barbona, il poliziotto, l’amicizia e il dolore

Cover Aiace Bianca è una clochard. No, meglio: una barbona, calva e grassoccia, coperta di stracci, puzzolente. E colta in maniera imbarazzate (per gli altri). La si può incrociare alla Stazione centrale di Milano, dalle parti del fregio della Chimera o in un angolo del Salone delle scale mobili, davanti ai grandi pannelli di Arrivi e Partenze. Alex Lotoro è un poliziotto quasi da action thriller, ma con le idiosincrasie e le manie di un adolescente, fra sindrome di Casanova e “nostalgia del pannolone” (pantaloni sformati e a vita bassa); ma è appunto determinato e tosto. Siamo, infatti, dalle parti della Città dei Duri, di quella Milano in cui il “male” attraversa e infetta, come sempre serenamente, tutte le classi sociali. Nella storia c’è anche un morto ammazzato (anzi due, per dirla citando altri milanesi doc) e sarà la coppia inedita di Bianca e Alex a guidare le danze di questo romanzo in giallo, “La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon”, di Alessandra Selmi (Baldini e Castoldi, 16.00 euro). Fino ad arrivare alla soluzione.

Una considerazione, prima ancora di dare un’idea un po’ più chiara del plot: la prima qualità di questo romanzo è la scrittura. Alessandra Selmi ha evitato i luoghi comuni, asciugato le frasi, curato i dialoghi, evitato i birignao. Il risultato è un piacere per il lettore, dopo le overdose di strafalcioni di troppi romanzi italiani anche blasonati (o spacciati come tali; e questo in parte spiega la continua emorragia di lettori; insieme alla crisi, ovviamente). Ambientazione, personaggi e trama, poi, funzionano davvero. Bianca è preoccupata per la scomparsa di un amico barbone. Aiace Pardon (lei non sa il vero nome e lo chiama così) mendica con la testa quasi appoggiata al suolo, alla Stazione centrale; come se non bastasse non vede quasi più. Da qualche tempo un tipo con le scarpe lucide a specchio, ha iniziato a lasciargli prima 5, poi 10, 20 e 50 euro. Fino a una banconota da 100. A quel punto Aiace… non c’è più. Bianca ne denuncia la scomparsa, e ovviamente in via Fatebenefratelli nessuno l’ascolta: «…ma non lo vedi che è svitata?», è il commento di tutti. Alex, però non ne è convito. E quando si scopre che è stato ucciso, la strana coppia si mette in moto e non molla fino a quando, fra un pericolo e una gag, non riesce a mettere ogni cosa al proprio posto. Alessandra Selmi dipana la storia tenendo sempre viva una nota d’ironia e di umorismo, anche quando affronta i momenti più cupi e svela le vite e le esperienze dolorose dei propri personaggi. Ma, insieme, chiarisce bene quanto contino sempre di più le “gerarchie sociali”, alla faccia del “La livella” di Totò. Perché oggi «…e vissero tutti felici e contenti» non si può più dire, neppure ai bambini. Non basta: il romanzo riserva alcune preziose citazioni che istigano gli appassionati, anzi i “maniaci” del genere letterario. Una è esplicita e… non va rivelata: può essere un bel gioco scoprirla. Piuttosto Bianca richiama un altro personaggio indimenticabile della Milano letteraria e quasi in giallo, la spazzina detective Zoe, surreale e insieme concretissima, di Nicoletta Vallorani.

Alessandra Selmi

Alessandra Selmi

Due piccolissime obiezioni. La prima: nella saggia campagna d’immagine lanciata dall’editore si citano (come referenti o “numi tutelari”) Fred Vargas e Marco Malvaldi. Perché farlo? Alessandra Selmi è una voce nuova, che si spera di ascoltare ancora e ancora. La doppia citazione è in tutta onestà inutile. Infine la copertina: d’accordo, richiama la stazione di Milano; il bianco e nero è elegante; il titolo che segue la curva delle capriate d’acciaio non è una cattiva idea. Ma usare arancione e rosso per le parole… insomma: si è visto di molto meglio, dallo stesso editore. Quindi, questa volta non ci si deve fermare alla copertina. Dentro, il libro, è decisamente buono. Nevio Galeati L’autore Alessandra Selmi è nata a Monza nel 1977. Collabora come editor con diverse case editrici milanesi. Dalla sua esperienza è nato il libro E così vuoi lavorare nell’editoria.I dolori di un giovane editor” (Editrice Bibliografica, 2014).La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon” è il suo primo romanzo.

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