Quell’eroe di Paperino

Quella che segue è la versione ampliata dell’articolo uscito il 19 marzo 2020 su “Ravenna & Dintorni“, nella versione solo digitale (a causa della quarantena) e scaricabile in pdf.

“Mentre le librerie sono chiuse, per non cadere in crisi di astinenza da lettura si possono rivalutare le edicole (in realtà si dovrebbero tener care sempre). Si trovano romanzi di ogni tipo, con in testa le collane da edicola di Mondadori (sono appena usciti due titoli di autori italiani: Stefano Di Marino nel Giallo con “L’amante di pietra” e Alessio Gallerani in Segretissimo: “L’antro della chimera”) e fumetti di “tutti i colori”, dalle serie storiche, partendo da Bonelli e Linus; alle ristampe proposte come inserti ai quotidiani.

Il Gruppo editoriale Gedi dal 14 marzo ha iniziato a riproporre i “Capolavori della letteratura”: CapolavoriDisney2020le famosissime parodie dei romanzi più celebri di tutti i tempi, con protagonisti gli eroi Disney, uscite sul periodico “Topolino” a partire dal 1949. Gli autori italiani Disney sono stati la punta di diamante di una scelta narrativa che ha avuto alcune stagioni di gloria anche in tivù e al cinema; come dire: dal Quartetto Cetra a Franco e Ciccio in “Ultimo tango a Zagarol”.

L’iniziativa recupera e amplia, in versione economica, quella di Giunti del 2016: stesso titolo, analoga… confusione cronologica. Il primo numero in edicola contiene “Paperino e il Conte di Montecristo”, come titolo portante; seguito da “Le straordinarie avventure di Paperin Girandola”, del 1959 e “Paperin Caramba y Carmen Olè” del 1979. La prima parodia realizzata per “Topolino” in realtà è stata “L’inferno di Topolino”, inferno-di-topolino-3-1uscita fra ottobre 1949 e marzo 1950: lavoro straordinario sceneggiato da Guido Martina, che nelle didascalie ha rispettato la metrica delle terzine dantesche; e disegnato da Angelo Bioletto, pittore e disegnatore “prestato” al fumetto solo per tre storie (sempre scritte da Martina). L’avventura, insieme a “Messer Papero e il Ghibellin fuggiasco”, sempre ispirata a Dante, è il numero 2 della collana (21 marzo).

Intanto due considerazioni: queste storie italiane del mondo disney sono insuperabili; la Disney Usa ha fatto qualche tentativo di imitarle, moltissimi anni fa, senza alcun successo (le loro parodie erano stupidotte, più brevi, con trame elementari). Il lavoro degli artisti di casa nostra prosegue ancora oggi, con esiti che sfiorano la perfezione come il “Moby Dick” di Artibani e Mottura, con Paperone nelle vesti del capitano Achab (2013); o “Una ballata del Topo Salato” (marzo 2017), omaggio a Corto Maltese disegnato da Giorgio Cavazzano, un “metafumetto” imperdibile. Insomma, un’altra eccellenza della letteratura disegnata italiana.

Topo Maltese

Topolino n. 3197, con la prima puntata di “Una ballata del Topo salato”, 1 marzo 2017

Restano inspiegabili – ed ecco la seconda considerazione – la scelta di non rispettare la cronologia originale e molti, troppi accostamenti strani. Nel caso dell’Inferno, mettere insieme storie “dantesche” ha senso, ma cosa c’entra Dumas con Robida e Merimée del primo volume? Li unisce la nazionalità? Non è un gran criterio… E le antologie vanno avanti così per quasi tutti i numeri (40 settimane). Pazienza.

D’altra parte anche l’apparato critico perde qualche colpo. Vediamo le prime righe dell’introduzione. Testualmente: «Letteratura e fumetto, i due ingredienti base di questa ricetta disneyana, sarebbero stati considerati fino a qualche decennio fa, soprattutto in Italia, un’operazione quasi irriverente verso la Cultura (quella un po’ polverosa e con la C maiuscola)».

Non è vero. Salvo che “qualche decennio fa” non voglia dire più di mezzo secolo, anzi quasi 75 anni. Perché far pensare, anche in questa occasione, quando si propongono appunto opere narrative di qualità, che l’Italia sia sempre l’ultima ruota del carro? D’accordo, la Francia già nel 1967 propone una straordinaria mostra su storia, linguaggio ed estetica del fumetto al Louvre (Pavillon de Marsan):

Mostra Louvre

Il catalogo della mostra allestita al Louvre nell’aprile del 1967

Bande dessinée et figuration narrative. Per altro è lo stesso anno in cui il mensile italiano “Sgt. Kirk”, dedicato quasi interamente al lavoro di Hugo Pratt, pubblica la versione a fumetti di “Moby Dick”, firmata da un maestro del bianco e nero e della china, Dino Battaglia. L’autore veneziano adatterà numerosi altri classici, da racconti di Poe ai romanzi di Rabelais. Un altro colosso dei fumetti, Guido Crepax, ha attraversato molti classici della letteratura, compresa quella erotica, a lui congeniale.

Ma l’attenzione degli intellettuali, della cultura con la C maiuscola, per i fumetti ha molti anni di più. Certo, il “Corriere dei Piccoli” all’inizio amputa questo linguaggio, sostituendo le “nuvolette” con didascalie alle immagini, in rima. Ma rileggiamo gli adattamenti dell’Iliade e dell’Odissea – per citare solo due casi – dell’allora giovane Hugo Pratt: fantastici. E siamo nei primi anni Sessanta, quando l’autore rilegge anche opere di Stevenson, a partire dall’Isola del tesoro.

Tesoro Pratt

Corriere dei Piccoli, 1962. Una tavola dell’adattamento di Mino Milani, disegni di Hugo Pratt

Un primo sguardo critico, intelligente, sui fumetti viene offerto da una preziosa rivista della cultura con la C maiuscola, Il Politecnico di Elio Vittorini, già alla fine degli anni Quaranta. E nel 1965 arriva Linus…

Si potrebbe replicare: non sono parodie. Vero: ma l’incipit del pezzo, non firmato, che apre i “Capolavori della letteratura” parla di letteratura e fumetto. Il tema parodia viene chiamato in causa qualche riga dopo, addirittura con un riferimento alla Batracomiomachia, poemetto del VII-VI secolo avanti Cristo. È un altro pianeta, com’è ovvio.

D’accordo: queste righe sono un eccesso di zelo; o di ricerca (quasi) filologica. Ma una pubblicazione periodica di un gruppo editoriale del peso di Gedi non dovrebbe essere superficiale; neppure in una riga. Soprattutto quando propone, con intelligenza, la ristampa di storie a fumetti bellissime.

Di nuovo – e per chiudere – una nota sulla cronologia: dopo l’Inferno, la Disney Italia nel 1956 realizza la parodia di Don Chisciotte, protagonista Paperino. La collana in edicola la proporrà con la nona uscita. Vabbè.

In ogni caso Paperino resta un eroe insuperabile. Anche di fronte a queste difficoltà.

Nevio Galeati

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